l'alternativa c'è
Vogliamo costruire una nuova cultura: la cultura della responsabilità e del coraggio di accettare le sfide.
PREMESSA
La storia nazionale e locale dell’ultimo decennio dimostra il fallimento dell’attuale modo di intendere la politica. La politica deve essere restituita ai cittadini, nella sua essenza reale, di governo del territorio. Basterebbe questo concetto di base a risollevare il territorio della Provincia di Reggio Calabria, come qualsiasi altro territorio nazionale: restituire il territorio ai cittadini, accompagnare il ricambio generazionale, governare per interpretare i bisogni, farsi portatore degli interessi comuni, sostenere le fasce deboli e rendere migliori servizi e infrastrutture sono le azioni imprescindibili per produrre risultati reali di buon governo.
La nostra lista nasce per accompagnare la convergenza trovata su un progetto politico condiviso, che ha come obiettivo la creazione di una macroarea del Mezzogiorno proiettata sul Mediterraneo. In questa macroarea il territorio provinciale potrà e dovrà giocare un ruolo di primo piano.
GLI OBIETTIVI
Trasparenza e competenza per:
- restituire alla Provincia di Reggio Calabria dignità e forza;
- ritrovare sinergie e convergenze su un progetto politico;
- assicurare le infrastrutture e i servizi primari;
- riordinare il territorio in funzione dell’area metropolitana;
- diventare protagonisti del dibattito nazionale sul nuovo Sud;
- aggregare chi crede in un nuovo modo di fare politica;
- accompagnare con risposte concrete la lotta all’illegalità;
- chiamare a raccolta i nostri giovani al servizio dei cittadini e del territorio.
Vogliamo e dobbiamo mantenere vivo un progetto che vada oltre la tavola rotonda, oltre i soliti eventi che durano una giornata e sopravvivono solo nei ricordi della carta stampata.
Dobbiamo e vogliamo chiamare a raccolta, dalla posizione istituzionale, tutte le realtà locali che potranno costruire un NUOVO MERIDIONALISMO.
UNA NUOVA CULTURA
Senza una visione dello sviluppo del Mezzogiorno riconoscibile dai cittadini, anche la migliore iniziativa politica sarà destinata a fallire, finendo col generare disincanto, rassegnazione, rifugio familistico, istinto di sopravvivenza, quietismo. E senza grandi riforme nazionali e politiche (al primo posto quella del welfare), che favoriscano il lavoro produttivo, neanche un eventuale sussulto di etica pubblica o un profondo rinnovamento del personale politico basteranno: ogni amministratore meridionale potrà subire la stessa deformazione.
Vogliamo costruire una nuova cultura: la cultura della responsabilità e del coraggio di accettare le sfide. Nuova cultura significa impegnarsi per ottenere ciò che non abbiamo e che abbiamo il diritto di avere, sapendo di andare incontro anche a possibili insuccessi. Nuova cultura non significa fingere di impegnarsi per cose che avvengono in maniera automatica. Crediamo in questo progetto politico, perché siamo convinti che la questione meridionale, prima ancora che un problema economico, sia un problema istituzionale, che significa: riqualificazione politico-burocratica degli enti territoriali, affermazione delle autonomie, necessità di fare affidamento sulle proprie energie umane e professionali, responsabilità locali.
LE STRATEGIE: IL PIANO TERRITORIALE DI COORDINAMENTO
Il governo provinciale, nel restituire il territorio ai cittadini e ai cittadini le scelte di indirizzo amministrativo, deve ritornare a esercitare la propria leadership organizzativa e strategica del territorio, per evitare che le già scarse risorse, non utilizzate nell’ottica di una visione di insieme, possano essere sprecate. Una leadership che sappia definire nella migliore ottica per lo sviluppo del territorio gli interventi infrastrutturali di breve, medio e lungo periodo. Una leadership che, intervenendo in modo concreto e definitivo per adeguare sistema viario ed edilizia scolastica e sportiva, promuovendo azioni immediate per il rispetto dell’ambiente e del territorio, sappia anche guardare alle possibilità reali di sviluppo del territorio stesso, in grado di creare nuove opportunità occupazionali e impedire l’esodo dei nostri giovani alla ricerca di lavoro. Una leadership, soprattutto, che incrementi lo sviluppo del terzo settore, ormai sostanziale per la crescita di ogni realtà sociale, e studi politiche del credito reali, in grado di dare una scossa alle pmi, e al contempo di combattere i fenomeni di illegalità diffusa (a partire dall’usura) determinati anche dai vuoti istituzionali.
Una leadership, infine, che garantisca un sostegno alle politiche sociali in grado di vincere la lotta alle vecchie e alle nuove povertà, economiche e culturali, in cui stanno scivolando anche i ceti finora rimasti al di sopra del livello minimo di sussistenza.
LE AZIONI: GLI OBIETTIVI PRIORITARI
- Contribuire a creare OCCUPAZIONE REALE E DURATURA. I progetti per la crescita economica occupazionale sono il fondamento dello sviluppo reale e della lotta alla criminalità organizzata.
- Creare una fusione reale tra le potenzialità della città metropolitana e l’intera area provinciale, per dar vita alla necessaria massa critica.
- Ridisegnare e garantire, con infrastrutture e servizi, un adeguato sistema di VIABILITÀ (infrastrutture viarie e ferroviarie, potenziamento viabilità marina e aerea), con la messa a punto di una politica dei trasporti reale e razionale (Porto di Gioia Tauro, Sportello unico doganale, aeroporto, etc.).
- Intervenire in modo forte sull’EDILIZIA SCOLASTICA e SPORTIVA.
- Creare un sistema di controllo e di intervento per il rispetto dell’AMBIENTE.
- Intervenire in modo concreto sul III SETTORE, creando azioni strategiche di rete.
- Studiare e far applicare nuove POLITICHE DEL CREDITO.
- Assicurare i SERVIZI necessari a potenziare le vocazioni territoriali.
- Riordinare il territorio in funzione dell’AREA METROPOLITANA, con la creazione di poli tecnologici, cablaggio del territorio, creazione di reti wi-fi gratuite.
- Accompagnare il processo di trasferimento delle competenze per accelerare la capacità di spesa (T.U., cancellazione di alcune leggi per la semplificazione amministrativa).
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